Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io.

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Discorso di fine anno di Capo rififi alla sua nazione estinta.
Parlando di blog è un'emorragia, evidentemente facebook sta assorbendo le attenzioni dei più o la voce del topo è diventata obsoleta e stanca.
Per la maggior stima che nutro per i miei lettori propendo per la seconda ipotesi, il mio grimaldello è spuntato, l'incantesimo spento, la mia musica morta, i miei morti obliati.
Il fatto è che rififi.splinder è già una terra di esilio, dove andare allora, dove trascinare le mie stanchezze e i logori trucchi che non danno più gioia, le carriole di dischi e i pensieri sensibili, in che anacoretico deserto dovrò traslocare, se anche qui non sgorga più una stilla d'acqua rinfrescante per qualche anima inaridita dal male del mondo.
Ma non è tempo di ripiegarsi sulle proprie malinconie e vorrei morire piuttosto che far torto a chi ancora mi visita, che ancora sembra emozionarsi delle cose che mi emozionano, che con me condivide ancora l'arroganza della libertà, la dolcezza del canto e l'amaro della memoria.
A quei pochi, e a qualche una di più, per non perderli, lancio un incantesimo, a tal fine ho incaricato uno stregone che vi legherà a me indissolubilmente.
Restate per sempre o andatevene.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
"In quell'anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani: erano di quelli di cui il Signore ha detto: «L'iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo». 6 Questi frequentavano la casa di Ioakìm e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro. 7 Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. 8 I due anziani che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un'ardente passione per lei: 9 persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi. 10 Eran colpiti tutt'e due dalla passione per lei, 11 ma l'uno nascondeva all'altro la sua pena, perché si vergognavano di rivelare la brama che avevano di unirsi a lei. 12 Ogni giorno con maggior desiderio cercavano di vederla. Un giorno uno disse all'altro: 13 «Andiamo pure a casa: è l'ora di desinare» e usciti se ne andarono. 14 Ma ritornati indietro, si ritrovarono di nuovo insieme e, domandandosi a vicenda il motivo, confessarono la propria passione. Allora studiarono il momento opportuno di poterla sorprendere sola.
15 Mentre aspettavano l'occasione favorevole, Susanna entrò, come al solito, con due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno, poiché faceva caldo. 16 Non c'era nessun altro al di fuori dei due anziani nascosti a spiarla. 17 Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l'unguento e i profumi, poi chiudete la porta, perché voglio fare il bagno». 18 Esse fecero come aveva ordinato: chiusero le porte del giardino ed entrarono in casa dalla porta laterale per portare ciò che Susanna chiedeva, senza accorgersi degli anziani poiché si erano nascosti. 19 Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: 20 «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e datti a noi. 21 In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle». 22 Susanna, piangendo, esclamò: «Sono alle strette da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani. 23 Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!». 24 Susanna gridò a gran voce. Anche i due anziani gridarono contro di lei 25 e uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì."
(Daniele 13, 1-25)
Il resto della storia è conosciuto, il profeta Daniele smaschera il progetto dei due anziani e riscatta l'onore della casta Susanna.
La vicenda ha ispirato legioni di artisti del debosciato occidente postrinascimentale, cui non sembrava vero di poter dipingere la nuda venustà femminile con pitture a soggetto sacro.

La povera Susanna è ritratta in pose abbastanza difformi dall'intenzione che la Bibbia le attribuisce; ammiccante e lasciva, con dovizia di anatomia in mostra:

Pochi, fra cui Artemisia Gentileschi che sembra trarne un paradigma della condizione femminile, pur evidentemente attratta dalle grazie visibili della pia israelita, ne danno versioni più rispettose.
Nelle mie ricerche musicali mi sono recentemente imbattuto in un'ultimo tentativo iconografico sul tema, si tratta di un gruppo musicale "moderno", credo che solo in Germania fosse possibile un tale risultato, a voi giudicarlo.
SUZIE AND THE SENIORS - HOLD TIGHT
e se non vi basta...
SUZIE AND THE SENIORS; SATISFACTION

Nata nel 1903 a Smirne e rifugiata fortunosamente in Grecia in seguito alla "catastrofe del '22" Rita Abadzi è considerata, insieme a Rosa Eskenazi la più grande interprete femminile della musica Rembetika, la musica tradizionale ellenico anatolica.
Delle sue interpretazioni sono famose le cosidette αμανέδες, amanédis, parola che si riferisce all'improvvisazione vocale sulla parola Aman, termine conosciuto in Grecia e in tutto il medio oriente, il cui significato è disperazione, sofferenza, lamento, termine che nell'uso musicale anatolico, tradurrei con moanin'.
Nel Blues, moanin' è un termine che al mio orecchio è immediatamente riconoscibile e lo stesso sangue che scorre dalle rosse labbra di Rita lo sento scorrere dalle corde della chitarra di T-Bone Walker o di Lightnin' Hopkins.
Ma a ben vedere, quando sentii la prima volta intonare la Bhagavad Gita da una cantante indiana percepii lo stesso Amanés della voce di Rita Abadzi.
Αμάν
Πρέπει νά σκέφτεται κανείς την ώρα του θανάτου
ότι θα μπεί στη μαύρη γής καί σβήνει τ’όνομά του.
Aman
Una persona deve certo pensare all'ora della sua morte;
quando entrerà nella nera terra ed il suo nome sarà cancellato.
La nera terra, μαύρη γής, è un termine che nella cultura ellenica affonda nei millenni, γαΐα μέλαινα nella lingua di Omero, e non rappresenta soltanto la morte, ma anche e forse soprattutto la perdita, l'esilio in terra straniera, esperienza che visse Rita con la sua famiglia e quelle di migliaia e migliaia di altri greci anatolici in seguito ai grandi massacri kemalisti.
Questo sospiro, questa carezza amara, questo sguardo affondato nel passato, si acquistano sempre a caro prezzo.
(Thanks amanyala.blogspot.com)
Linda Hoyle era un'imitatrice di Julie Driscoll, che Dio la benedica, Lynton Naiff, evidentemente si ispirava a Brian Auger, fino a comprare in un mercatino un vecchio Hammond B3 appartenuto al maestro. L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Le tracce che hanno lasciato gli Affinity sono poche e poco conosciute nonostante le doti dei musicisti
La Vertigo pubblicò il loro album d'esordio nel 1970, eccellente rock jazz britannico, una grande voce che risente della lezione, (per lo più inascoltata fino a quella strega adorabile di Siouxie, a mio parere), di Jools, la miglior cantante bianca degli anni '60 in Inghilterra, un organista di razza e un repertorio ricco, che ha il torto di avventurarsi forse in troppe direzioni.
Questo disco lo ascolto spesso, e come è naturale, anche in questo caso mi chiedo cosa ha determinato il successo o l'insuccesso del gruppo. Erano bravi, lei è trascinante e affascinante, lui viaggia sulla tastiera come un treno a vapore è un tessitore di atmosfere groove, Night Flight, di rara forza psichedelica, è il pezzo su cui Lynton da il meglio, la copertina, di Hipgnosis è uscita da un suo acido venuto bene, surreale e malinconica.

Ciò che segue l'uscita del disco è un breve successo seguito da un'inesorabile dispersione, l'abbandono del gruppo di Linda durante una turné segna la decadenza della band che si scioglierà, lei proverà ancora con un album da solista supportata da un onnipresente Chris Spedding; Pieces of me, che non trova un punto focale e annega in tentativi troppo lontani tra loro, oggi, abbandonata la carriere musicale, insegna arte terapia nell'università dell'Ontario occidentale in Canada.

Il fatto è questo, Linda è il centro di attrazione della band e Lynton "IL" musicista, quello che non coagula l'esperienza è la mancanza di una personalità determinante, non basta evidentemente il carattere e una voce fantastica per radicare la propria esperienza musicale nelle classifiche, quello che manca, è il proprio mondo di appartenenza, gli Affinity si conoscono all'università e l'esperienza che raccontano è fatta di dischi, di dischi stupendi, il nome stesso della band proviene da un album di Oscar Peterson.
Se prendiamo ad esempio un disco di Jools e Auge, dei Trinity, (loro modello di riferimento insieme ai Jefferson Airplane), come Streetnoise, vediamo come questo spazia in mille atmosfere, dal R&B al blues, alla ballata folk, al rock progressivo, ma tutto è cementato dal fatto che quello che racconta il disco è vissuto da loro e dal mondo cui si rivolge, la personalità e la potenza magnetica di Julie Driscoll tengono incollato l'ascoltatore e la tecnica dei musicisti passa in secondo piano, come strumento della narazione, la qualità musicale è ciò che è necessario e nulla di più.
Linda Hoyle per quanto dotatissima e il gruppo eccellente non riesce a superare questo gap, suonano una musica fantastica, sono bravissimi, ma non raccontano il sangue da cui questa musica nasce, non mescolano il loro sangue con la storia che raccontano.
(Affinity, Mr Joy)
Non volevo parlarne, ho esitato a lungo, perchè il disco è molto bello, ma sembra inseparabile dai suoi limiti, limiti che sono forse anche uno specchio di ciò che scrivo e faccio, dei limiti con cui ogni giorno mi devo confrontare.
Quando alla fine della lunga battaglia che avremo perso, torneremo dal nostro Re, ci chiederà; dove sono le ferite, dove il sangue che avete versato per me, non vi avevo chiesto di vincere, ma di combattere.
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